E’ quasi mattino e gli autobus all’alba hanno un odore singolare: sigarette spente in fretta prima della partenza, libri nuovi, fiati assopiti nel moto continuo.
Il suo la lasciava a meno di un chilometro dall’ufficio: per raggiungerlo doveva attraversare una piazza e voltare a sinistra. Ci lavorava da dieci anni durante i quali non aveva mai oltrepassato i limiti di quel percorso.
Ma una mattina di Gennaio decise di dichiarare la sua indipendenza, l’aveva urlata in faccia al mondo stabilendo di non voltarsi più, né a sinistra né da nessun altra parte. Il suo obiettivo era scoprire cosa nascondesse il resto della città: guardando dritto davanti a se proseguì per chilometri e chilometri.
Le piaceva il suo paese, era immobile e prima che arrivasse l’estate profumava già di mare, ma era immobile.
Calati nei panni di uno dei personaggi del racconto
Dal diario di Elena.
Ero rimasta incastrata in quella città. Io non sapevo nemmeno se era ciò che veramente volevo. Non ero mai stata una di quelle persone a cui guardare con biasimo, dicendo "bhe te la sei cercata".
Un figlio, un lavoro d'ufficio, i genitori da accudire. Mai una sbandata, mai una mattina che mi fossi decisa: "no, oggi non mi alzo da questo letto, non la percorro quella strada che dal pullman mi porta dritto fino alla mia scrivania da segretaria." Non perchè non...
Ad aspettare Marco Levanti in un cortile di Via delle Metamorfosi c’era l’agente Benatti.
- Dimmi tutto Ben.
- Donna. Michelle De Luca. Trentadue anni. Nessuna richiesta di riscatto.
- Chi c’è su?
- Il marito, lo stanno interrogando… Ma… ispettore è venuto a piedi?
Entrando nella villetta a due piani, appartenenti entrambi ai coniugi, Levanti s’inchiodò alla vista di un poster delle dimensioni dell’intera parete, in bianco e nero, raffigurante una donna coperta solo...
Più tardi, tornando alla centrale nella sua macchina, una cinquecento che lo costringeva a guidare con le ginocchia sotto il mento, Marco Levanti, ispettore della squadra mobile, prese il suo registratore portatile dal cruscotto per appuntare degli elementi che non avrebbe potuto evidenziare davanti ai diretti interessati, particolari all’apparenza secondari, salvo per il suo intuito da poliziotto che si accendeva come una spia ad ogni sospetto.
Estrasse dal taschino della giacca la...
Non si alza mai dal letto, è così che vive, anzi non era proprio vivere e nemmeno morire, era sparire lentamente. Si addormentava ogni notte pensando a come sarebbe stata la sua vita se al risveglio si fosse accorta di aver perso la memoria, di non riconoscere nessuna delle persone che ne facevano parte.
Ecco come comincia la sua storia, con un sogno interrotto.
Sentiva la nausea dei postumi da sbronza, non sapeva bene dove si trovava, niente in quella stanza le appariva familiare....
Arrivò sfrecciando attraverso il sentiero nel bosco, si fermò di colpo facendo slittare le ruote in un pericoloso testacoda davanti al vecchio capanno. Dal rumore sembrava quasi che il motore di quella Renault usata stesse per esplodere. Poi, lentamente si spense.
Soltanto dopo qualche minuto il conducente si decise ad aprirne la portiera, ma senza accennare la minima volontà a venirne fuori. Il ragazzo continuava a guardare attraverso i vetri per accertarsi che nessuno l’avesse...
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